Venerdì 6 NOVEMBRE “La Mal’ombra”

6 Nov 2009 - 20:45

VENERDI 06 NOVEMBRE

Ore 20.45

QUERO - CENTRO CULTURALE - (vicino alla chiesa)

“La Mal'ombra” (Italia 2007)

Ideato e scritto da Andrea Segre e Francesco Cressati.

La mal'ombra 
racconta la storia di San Pietro di Rosà, un paese in provincia di
Vicenza.  È un film documentario sulla tensione tra sviluppo
industriale e qualità della vita. A San Pietro, un paesino con poco più
di mille abitanti, nel 2002 viene decisa la costruzione di una delle
Zincherie più grandi d’Italia, ma contro questa scelta nasce un
Presidio permanente: un piccolo tendone di fronte all’enorme fabbrica
gialla. 
Cittadini, non militanti
di movimenti ecologisti o di minoranze di sinistra, residenti nella
case offese dalla Zincheria, risvegliatisi  orfani  di una cultura
contadina totalmente svenduta a interessi privati di clan
imprenditoriali e dei loro club politici.
La mal'ombra
racconta, con il linguaggio immediato, ironico e tagliente del
cinema-documentario, un anno cruciale nella lotta dei cittadini di San
Pietro, quello tra maggio 2006 e giugno 2007, ovvero dal giorno della
Conferenza dei Servizi che, nonostante la mancanza di una Valutazione
di Impatto Ambientale, concesse alla Zincheria l’inizio della
lavorazione, alle due settimane che precedono le elezioni
amministrative, durante le quali si scontrano da una parte il Sindaco
uscente appoggiato dalla Lega Nord, dalla Zincheria e da tutto il
tessuto imprenditoriale e dall’altra la lista civica sostenuta dal
Presidio.

Sarà presente una delegazione del presidio di San Pietro, protagonisti del documentario

 

 “Una
storia di provincia, dunque una storia italiana. Una storia presa alla
realtà. Una storia dove, per fortuna, non esiste la gente, ci sono le
persone con la loro faccia.” (La Repubblica)
Applausi e lacrime al Torino Film Festival. (Il Manifesto)
“Quello che
hanno pensato e realizzato Andrea Segre e Francesco Cressati è a tutti
gli effetti un film, un film che molto racconta del Veneto di oggi: una
lotta di contadini, di contadini superstiti, che si vedono accerchiati
da una zona industriale invadente, che recide ogni legame col passato.
[…] Nel film contano le loro parole, ma soprattutto i loro volti, i
loro occhi, il loro dialetto, i gesti di sempre che si stanno
perdendo.”  (Il Mattino di Padova)

 

INGRESSO LIBERO